Tecnica corretta per fare la marcia?

Salve a tutti, mi chiedevo se aveste qualche suggerimento per aiutarmi a migliorare la mia tecnica per la marcia.

Fonte: YahooAnswers (nei commenti le migliori risposte al quesito posto)


Pubblicato il: 25/05/2010 | Categoria: Domande Atletica | Tag: , | 6 Commenti »

6 Commenti per il post “Tecnica corretta per fare la marcia?”

  1. 1 Niky ha detto alle 19:41 del 25/05/2010:

    Innanzitutto devi avere almeno un piede a terra,perchè se sono tutti e 2sollevati significa correre.
    Bisogna muovere il bacino a destra e a sinistra per rendere più rapido il movimento e fare passi più ampi rispetto una camminata! Questo è quello che so io…

  2. 2 Trainerplus ha detto alle 19:51 del 25/05/2010:

    Fasi di movimento della marcia, tra cui le più importanti che sono:
    1) la spinta
    2) l’attacco
    3) il doppio appoggio
    Il regolamento della marcia: la regola 230
    La regola 230 del Regolamento Tecnico Internazionale (RTI) definisce la marcia come “una progressione di passi eseguiti in modo che sia mantenuto un contatto ininterrotto con il terreno”.

    Nel particolare si deve verificare che:
    1- “il piede avanzante del marciatore deve venire a contatto con il terreno prima che il piede posteriore lo lasci”
    [ Errore della sospensione ];
    2- “la gamba di appoggio deve rimanere tesa (non piegata al ginocchio) dal momento dell’impatto con il suolo del piede avanzante fino a quando non si viene a trovare in posizione verticale”
    [ Errore dello sbloccaggio ].

    Quando un marciatore infrange più di tre volte la regola 230, incorre nella squalifica e deve interrompere la sua gara.

    http://www.myspecialtrainer.com/pianeta_corsa.html

  3. 3 gattone ha detto alle 19:56 del 25/05/2010:

    Dal punto di vista meccanico, nella marcia, ad ogni passo la gamba in spinta sposta in alto il centro di gravità del corpo (situato più o meno a livello della parte bassa dell’addome); successivamente il soggetto, finita la spinta, si lascia cadere (il centro di gravità scende) ed è l’altra gamba che frena la caduta e successivamente passa, a sua volta, alla fase di spinta. Il centro di gravità segue quindi una parabola: branca ascendente della parabola durante la spinta, branca discendente durante la caduta. Dal punto di vista energetico, nella marcia si ha: nella fase di spinta accumulo di energia potenziale (spostamento del centro di gravità verso l’alto) con riduzione dell’energia cinetica (la velocità è nulla all’apice della parabola ascendente), perdita di energia potenziale e sua trasformazione in energia cinetica nella fase di caduta. Pertanto, in condizioni ideali, la somma di energia cinetica e potenziale è nulla. Nella marcia, a differenza della corsa, si ha sempre un piede che appoggia sul terreno. Un buon modello meccanico della marcia è quello di un uovo che rotola lungo il suo asse maggiore. Se non vi fossero resistenze al moto, l’uovo, una volta messo in moto, continuerebbe a rotolare all’infinito. In realtà, la somma di queste di due forme di energia non è costante ma diminuisce; l’azione dei muscoli compensa la perdita di energia e mantiene il movimento “pendolare” della marcia. Nella marcia la resistenza dell’aria all’avanzamento è trascurabile, essendo la velocità relativamente bassa. Il costo energetico della marcia è incredibilmente basso, 1 kcal/kg per km percorso. Il basso costo energetico rende ragione della perfezione del disegno funzionale e della naturalità del gesto. Fornisce però anche un altro messaggio: la marcia non è, a rigore di logica, un mezzo ideale per dimagrire . Tuttavia, non bisogna fraintendere questa conclusione. Infatti, dal punto di vista medico, la marcia rappresenta l’attività fisica di elezione; è consigliabile ai sedentari che iniziano l’attività fisica, a chi ha avuto qualche problema di cuore e necessita di un condizionamento fisico, a tutti coloro che desiderano inserire nelle proprie abitudine una buona mezz’ora di attività fisica. Il vantaggio che deriva sul piano della salute è ben maggiore dell’apparente svantaggio legato al fatto che la marcia non è da considerare un vero e proprio mezzo dimagrante. In effetti, proprio per il fatto che la marcia ha un costo energetico unitario basso, è possibile praticarla per lungo tempo: alla fine il dispendio energetico è rilevante.
    Per ogni persona esiste una velocità ottimale (cui corrisponde un costo energetico minimo) caratterizzata da lunghezza e frequenza dei passi che si correla alla taglia del soggetto ed alla biomeccanica individuale. Camminare in salita aumenta il costo energetico, ad esempio con una pendenza del 10%, il costo energetico è doppio rispetto alla marcia in piano . In discesa il costo energetico si riduce.

  4. 4 spartan ha detto alle 20:24 del 25/05/2010:

    I marciatori fai da te non li ho mai visti,nel senso che se vuoi fare la maecia leggere le risposte degli utenti non ti serve a molto,è una cosa molto particolare che se non sei seguita da un allenatore securamente sbaglierai.E’ come voler imparare il karate su answer…………..

  5. 5 pirla 4 ever ha detto alle 21:24 del 25/05/2010:

    per marciare bisogna sempre appoggiare tutte e due i piedi altrimenti dopo si inizia a corre, poi si devono muovere i fianchi mettendo un piede davanti all’altro; e poi bisogna ,mandare le gambe in iper enstensione, praticamente il ginocchio va indietro

  6. 6 Alessia ha detto alle 22:09 del 25/05/2010:

    sculetta :P


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